1. Il CERVELLO, Ritratto Storico / Historical portrait of the BRAIN

Ritratto storico del Cervello.

Historical portrait of the Brain.

Introduzione

Il ritratto o l’immagine del cervello vivente è comparso nella storia dell’uomo solo 36 anni fa, cioè quando con la tecnica radiologica della Tomografia Assiale Computerizzata si è potuto osservare direttamente il contenuto della scatola cranica: quindi il cervello. Pur essendo la TAC una immagine computerizzata della densità radiologica, era possibile osservare finalmente: l’osso cranico (bianco perchè molto denso per la presenza del calcio), il cervello (varie tonalità di grigio rivelavano le differenze tra sostanza grigia e sostanza bianca) ed i ventricoli cerebrali (neri per la bassissima densità del liquor, praticamente simile all’acqua).
Fino al 1974 del cervello vivente si aveva soltanto una conoscenza indiretta: 1) con la radiografia del cranio si aveva una idea approssimativa della superficie del cervello quando erano evidenti le “impronte gigitate” (impronte delle circonvoluzioni sulla superficie interna del cranio); 2) con l’angiografia cerebrale (studio radiologico iniettando un mezzo di contrasto nelle arterie carotidi o vertebrali), introdotto da Egas Moniz nel 1927) si potevano visualizzare direttamente delle anomalie delle arterie o delle vene cerebrali o indirettamente lesioni espansive come i tumori che, spostando il cervello, spostavano le arterie e le vene cerebrali, ma l’angiografia cerebrale si dimostrò molto utile soprattutto per lo studio delle malformazioni vascolari, come gli angiomi cerebrali, in cui era possibile osservare i vasi patologici in tutti i loro dettagli; 3) con la pneumoencefalografia (iniezione di aria nei ventricoli cerebrali) si visualizzavano i ventricoli cerebrali, per cui i tumori o altre patologie del cervello potevano essere  dedotti dalla eventuale impronta tumorale sui ventricoli o dallo spostamento dei ventricoli o dalla ostruzione dell’acquedotto di Silvio.
Negli anni sessanta e settanta del ‘900 la scintigrafia cerebrale permetteva di far diagnosi di tumore cerebrale mediante l’iniezione di un isotopo endovena che si accumulava in un’area del cervello, ma del cervello non si avevano dettagli anatomici.
La Tomografia Assiale Computerizzata (TAC) inizialmente e la Risonanza Magnetica (RM) cerebrale in seguito hanno permesso di visualizzare le strutture anatomiche all’interno del cranio nel vivente e di sostituire sia l’angiografia cerebrale che la pneumoencefalografia fornendo immagini anatomiche sempre più dettagliate. In epoche precedenti solo lo studio autoptico permetteva di vedere cervello e nervi e di studiarne le malattie.
La scintigrafia cerebrale è stata sostituita della PET (Positron Emission Tomography) che accoppiata ad una TAC permette di localizzare l’accumulo di glucosio marcato con un radioisotopo e pertanto di evidenziare un’area ad elevata attività metabolica verosimilmente patologica. Poichè lo zucchero viene consumato dove ci sono cellule in rapida crescita, se ne deduce che una elevata concentrazione dell’isotopo in una particolare zona del cervello è fortemente sospetta per la presenza di un tumore cerebrale.
Ma vediamo ora come la rappresentazione del cervello si sia evoluta nel tempo dallo studio della scatola cranica nei ritrovamenti preistorici alle moderne immagini cerebrali.
Scopo di questo libro è quello di raccogliere la documentazione storica necessaria a comprendere come sia progredita la conoscenza del cervello e del sistema nervoso in genere, delle sue malattie e delle relative cure con particolare riguardo alla neurochirurgia.
Lo studio si basa soprattutto sulla ricerca delle fonti storiche in cui viene descrive il cranio, il cervello e le malattie a lui attribuite.

Sono state ricercate le fonti dirette della conoscenza scritta e iconografica e, per quanto possibile, sono state trascritte o riproposte integralmente.

Le descrizioni e le citazioni dei singoli autori o riferite da altri autori sono trascritte in corsivo in modo da evidenziarle e renderle quindi maggiormente apprezzabili nella loro autenticità.