1544 GUIDO GUIDI

CHIRURGIA

è Graeco in Latinum conuersa,

Vido Vidio Florentino in-

terprete, cum nonnullis

eiusdem Vidij co-

mentaris.

Indicem auctorem & operum sequenti pagina quaerito

Cum privilegijs Rom. Pontificis

GALLIARUM REGIS, ET DUCIS

Ferrariae, quorum exemplum indici librorum subiecimus.

Excudebat Petrus Galterius Lucetiae

Parisiorum, pridie Calendas Maij.

M. D. XLIIII.

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VIDUS VIDIUS (GUIDO GUIDI) (Firenze 10 febbraio 1509 – Pisa 26 maggio 1569). Nacque a Firenze da padre medico, Giuliano di Bartolomeo, e madre, Costanza Bigordi, figlia del pittore Domenico Ghirlandaio. Dopo gli studi a Firenze e a Pisa, aveva già fama di medico colto per cui fu chiamato a Roma (1534-1538) dal cardinale Niccolò Ridolfi, nipote di Lorenzo il Magnifico, per tradurre un importante codice miniato proveniente da un medico bizantino di Niceta acquistato a Creta da G. Lascaris su commissione di Lorenzo de Medici e attualmente alla Laurenziana di Firenze. A Roma si guadagò una tale reputazione che, nel 1542, venne invitato da Francesco I di Francia ad andare a Parigi come suo medico personale e professore al Collegio di Francia. A Parigi lavorò ad un libro basato su una copia dei manoscritti del X secolo conservati alla biblioteca Laurenziana di Firenze (Raccolta di chirurghi greci del IX e X secolo) contenenti quattro trattati ippocratici commentati da Galeno, da Apollonio di Cizio, Palladio e Rufo, i trattati di Galeno sulle ossa e sui bendaggi, i trattati sui bendaggi di Sorano e di Oribasio, il trattato di Sorano sui segni delle fratture e scritti di Eliodoro e altri, tutti in greco.   Mentre si trovava a Parigi frequentò l’artista Benvenuto Cellini. Nel 1544 andò alle stampe la Chirurgia. Il libro ebbe grande successo soprattutto per le eccezionali immagini. Nel 1548 è professore di Filosofia e Medicina a Pisa. E’ medico di fiducia di Cosimo I de Medici. Tra il 1548 e il 1557 lavorò a tre libri stampati postumi dal nipote Guido Guidi il Giovane i cui manoscritti sono conservati alla biblioteca Nazionale di Firenze: De medicamenti libri sex in cui viene proposta la patogenesi delle malattie, De chirurgia libri quatuor in cui sono descritti strumenti chirurgici e bendaggi e Anatome libri septem con descrizioni molto accurate di vertebre e del cranio con il canale vidiano e le dissezioni anatomiche del cervello. I tre manoscritti sono ricchi in iconografia sia ripresa da altri testi sia originale. In seguito prese gli ordini religiosi e nel 1556 fu associato alla nobiltà pisana. Morì a Pisa e venne sepolto in firenze nella chiesa della Ss. Annunziata.

Per cortesia della Biblioteca Queriniana di Brescia.