1.12 1601-1650 Cervello e Chirurgia Cranica

 

 

1552-1616. CASSERIO GIULIO PIACENTINO

CASSERI (Casserio), Giulio Cesare. – Nacque probabilmente nel 1552 (ma la data è controversa) a Piacenza, da cui gli venne il soprannome di Giulio Piacentino, o semplicemente dottor Piasentino (Piasentin, Placentinus).

Suo padre Luca e sua madre Margherita erano assai poveri, per cui il Casserio trascorse l’infanzia in grandi angustie insieme con tre fratelli, Teodoro (divenuto poi mercante di panni), Girardo e Cesare, morti in giovane età. Mortogli il padre (la madre invece sopravvisse allo stesso Casserio), egli si recò a Padova per studiare medicina probabilmente al servizio di qualche ricco studente piacentino, date le sue precarie condizioni economiche. Qui entrò, in qualità di “cliens et domesticus famulus”, alle dipendenze di G. Fabrici d’Acquapendente, anatomista già di gran fama, che si serviva di lui per la dissezione dei cadaveri da mostrare agli studenti nel teatro anatomico. Appresi così gli elementi dell’anatomia, il Casserio poté compiere in breve tempo tali progressi da sembrare voler eguagliare il maestro. Laureatosi nel 1580, dopo aver studiato anche sotto G. Mercuriali, concorse nel 1584 al posto di chirurgo presso l’ospedale di S. Francesco, ma gli venne preferito un certo Tiberio Bolognese. I suoi rapporti col Fabrici si fecero difficili, soprattutto nel 1598, quando non poté più far parte delle commissioni esaminatrici per i diplomi in chirurgia, al posto del Fabrici stesso. Ma il Casserio prese ad esercitare in privato la professione chirurgica, specializzandosi nella cura di ferite e piaghe; raggiunse così una posizione economica abbastanza sicura e chiamò presso di sé la madre e il fratello Teodoro.

L’indipendenza economica gli permise di approfondire i suoi studi anatomici, anche attraverso lezioni private e dissezioni, almeno fino al 1586, quando esse vennero proibite. Sentendo la necessità di veder illustrate le sue indagini, si rivolse nel 1593 al pittore tedesco Joseph Murer per i disegni relativi. Ma il successo e l’abilità del Casserio parevano dar ombra al Fabrici; sotto la rivalità, che si protrasse per lungo tempo, tra i due anatomici, si può intravedere il contrasto, allora assai vivo, tra insegnamento pubblico e privato. Quando nel 1595 il Fabrici non poté continuare le lezioni anatomiche per motivi di salute, il Casserio fu invitato a tenerle su sollecitazione degli studenti, e pare con un certo successo, se il vecchio Fabrici si affrettò a riprendere le sue lezioni. Ma gli studenti, soprattutto i tedeschi, erano tutti per il giovane anatomista, al quale procuravano in buon numero i cadaveri da sezionare, difficilmente reperibili, per le lezioni pubbliche. Egli raccolse allora molti dati, confluiti poi nelle sue opere, praticando anche anatomia comparata. Il livore del Fabrici, che aveva fatto nuovamente proibire le dissezioni private fino al 1604, aumentò nel 1600 quando, contemporaneamente al suo De visione, voce, auditu, fu pubblicato De vocis auditusque organis historia anatomica del Casserio. Entrambe le opere sono divise in tre parti – la prima anatomica, la seconda fisiologica, la terza filosofica – ma si ritiene che quella del Casserio superi in valore quella del Fabrici; questi afferma, ad esempio, d’aver scoperto nel 1599 il muscolo rilassatore del timpano, già noto al Casserio da almeno sei anni. Mentre il Casserio menziona sempre i precedenti scopritori, Fabrici non li ricorda mai. Anche per la pubblicazione di un nuovo atlante anatomico, che sostituisse il trattato ormai superato del Mondino, i due anatomici si trovarono in concorrenza. Il Casserio fece eseguire al Murer e a Edoardo Fialetti le tavole necessarie, incise dal veneto Francesco Vallesi. Ma nonostante le sollecitazioni di T. M. Turquet, professore di anatomia a Parigi, che il Casserio aveva conosciuto a Padova, l’opera uscì postuma (come del resto quella del Fabrici) per l’opposizione della nazione germanica, che non voleva indispettire maggiormente il Fabrici. Quando nel 1603 questi non poté più tenere neppure quelle poche lezioni pubbliche fatte gli anni precedenti, esse furono abolite per l’opposizione del titolare alla candidatura del Casserio, che continuò tuttavia fino al 1608 le sue lezioni private. Nel 1607 gli morì l’amato fratello Teodoro; aveva nel frattempo avuto una figlia naturale, Margherita, della cui educazione si occupò lungamente e a cui avrebbe voluto lasciare la sua eredità, divenuta cospicua per le ingenti ricchezze accumulate con la professione medica; quando ella si sposò nel 1608 con un discepolo del Casserio, i coniugi andarono ad abitare con lui.

Nel 1609 i riformatori dello Studio padovano separarono l’insegnamento della chirurgia da quello dell’anatomia, lasciando il secondo a Fabrici e nominando il Casserio per il primo, destinandolo in questo modo alla successione. Ma anche dopo la rinuncia définitiva del Fabrici all’insegnamento, nel 1613, il Casserio continuò a compiere dissezioni privatamente o in un teatro fatto costruire a sue spese nel palazzo del capitanio. Per rendere più facile il reperimento dei cadaveri, egli rimise in vigore l’uso di seppellirli onorevolmente dopo le dissezioni. Troppo affezionato alla sua città di adozione, che gli tributava onori e riconoscimenti (fu creato anche cavaliere di S. Marco), rifiutò le vantaggiose offerte del duca di Savoia e di quello di Parma perché si trasferisse presso le loro università. Nell’anno 1614-15 tenne ancora un corso di anatomia, ma le dissezioni furono poche per mancanza di cadaveri; non poté condurre a termine l’incarico di chirurgia (affidatogli fino al 1622 con l’aumento di 300 fiorini l’anno) perché ai primi di marzo del 1616 si ammalò gravemente e morì l’8 marzo.

Negli ultimi tempi, oltre che dell’insegnamento, si era occupato anche di questioni attinenti la vita della facoltà (ad es. del privilegio del dottorato in privato per la nazione germanica). Proprio poco prima di morire aveva insegnato per la prima volta nel teatro anatomico dell’università, occupandosi delle vene, dei muscoli, delle, ossa ecc. Avrebbe desiderato essere sepolto nella basilica del Santo, ma non essendo stato accolto questo suo desiderio, venne inumato senza alcuna pompa nella chiesa degli eremitani.

Giudicate variamente dai critici, le opere del Casserio furono per lo più misconosciute, nonostante le aperte lodi del Douglass, dello Haller e di Portal, soprattutto per le illustrazioni delle Tabulae e per l’anatomia comparata. Poiché a suo dire tutte le conoscenze umane hanno la loro sede nei sensi, da cui le sensazioni giungono al cervello, anche la sua descrizione anatomica procede dall’esterno all’interno, e si occupa soprattutto degli organi dei sensi. De vocis auditusque organis historia anatomica, Ferrariae 1600-1601 (Venetiis 1607, Francofurti 1622), è dedicata al duca di Panna Ranuccio Famese e dovette costare molti anni di studio al Casserio, che si decise a pubblicarla solo per le insistenze di amici ed allievi. Si compone di due trattati entrambi divisi in tre libri. Nel primo trattato, De laringe vocis organo, il Casserio studia l’anatomia della laringe (è la parte più interessante) e l’importanza degli organi della fonazione. L’analisi dei muscoli della laringe segna un notevole progresso rispetto agli studi di Vesalio e Fuchs, e in certi casi apre la strada al Morgagni. Numerose tavole confrontano gli organi del suono dell’uomo e di diversi animali, dai mammiferi agli, insetti. Riguardo al suono, il Casserio afferma nel secondo libro che si tratta di un flusso proveniente dalla materia sonante, con interposizione di aria, acqua e fuoco. La voce si genera nella glottide in seguito all’aria espirata, come insegna il confronto con gli animali e con gli strumenti musicali. Il secondo trattato De auris auditus organi historia anatomica tratta dell’anatomia dell’organo dell’udito, del fenomeno dell’audizione e della funzione dei vari componenti l’organo uditivo. Anche qui il primo libro è arricchito da numerose tavole di anatomia comparata. Tra le novità della trattazione anatomica possiamo ricordare la dimostrazione che i pesci hanno solo l’orecchio interno, la scoperta di alcuni muscoli auricolari estrinseci, il confronto tra l’osso temporale del bambino e dell’adulto, l’osservazione attenta del timpano, dei muscoli, degli ossicini, ecc. Rivestono minor interesse in quest’opera le parti (libro Il del primo trattato e libro II e III del secondo) in cui il Casserio tratta di fisica del suono, aderendo alle sconsiderate teorie fisiche dell’epoca, intrise di considerazioni filosofiche, e, in definitiva, confessando come per lui il suono restasse sempre un fenomeno poco chiaro, qualcosa come un fluido misterioso. Più interessanti sono invece le osservazioni chirurgiche, come quelle sulla tracheotomia, dal Casserio detta laringotomia.

Un’altra opera sugli organi dei sensi è Pentestheseion, hoc est de quinque sensibus liber, organorum fabricam, actionem et usum continens, Venetiis 1609 (1627 e Francofurti 1609, 1610, 1612, 1622, 1632 divisa in cinque libri, uno per ciascuno dei sensi (ma il IV libro è una ristampa del De vocis auditusque organis historia). Il tatto è considerato il senso fondamentale, da cui derivano gli altri, perché la pelle è una membrana di struttura differente, onde viene privilegiata quella teoria sensoriale cui s’è accennato. Vi si trovano riferimenti alla fisica aristotelica, ma il Casserio sa staccarsene quando l’esperienza gli dimostra qualche palese contraddizione. Non mancano affermazioni poi smentite dagli studi successivi, come quella che la mucosa nasale sia la continuazione della dura madre encefalica; comunque la descrizione dello scheletro nasale supera quelle precedenti, e l’illustrazione è sempre precisa e concreta. In appendice vi è un breve trattato sulle lagrime, di scarso rilievo scientifico. Numerose furono le ristampe di questo trattato di estesiologia, considerato a lungo fra i più completi e chiari, anche per le molte tavole che accompagnano il testo.

Indubbiamente il risultato più durevole degli studi del Casserio sono le Tabulae anatomicae LXXVIII cum supplemento XX tabularum D. Bucretii, Venetiis 1627 (Francofurti 1632, Amsterdami 1645), vi sono inoltre due traduzioni tedesche, col titolo Anatomische Tafeln, Frankfurt 1656 e 1707, considerate pessime). Egli vi si dedicò per tutta la vita: ad esse pensava già nel 1593 e nel 1600 erano già quasi tutte pronte, come afferma nell’introduzione a De vocis auditusque organis historia, ma la loro preparazione dovette richiedere ancora diversi anni. In una lettera del 1613 al Senato veneto, cui si rivolge per la nomina alla cattedra di anatomia a Padova, il Casserio afferma di avere in casa 150 tavole in rame, che lasciò morendo al nipote Luca. Questi le passò ad Adriaan van der Spiegel, noto coi nome di Spigelio e successore del Casserio alla cattedra di chirurgia a Padova, ma anch’egli morì nel 1625 prima di averle potute pubblicare. Il suo discepolo Daniel Rindfleisch, noto con lo pseudonimo di D. Bucretius, pubblicò alcune lezioni dello Spigelio, intitolate De humani corporis fabrica, con le tavole del Casserio in funzione di atlante anatomico, aggiungendovi però molte sue osservazioni non sempre esatte ed alcune tavole tolte per lo più da Vesalio; comunque è certo che molte tavole sono andate perdute. Dalle tavole pubblicate si può rilevare che il Casserio conobbe tra i primi con molta precisione i muscoli del dorso, quelli addominali e degli arti superiori, tra cui il muscolo piccolo rotondo e quello perforato detto del Casseri; questi ebbero una perfetta illustrazione, sebbene già noti ad altri anatomisti come Falloppio e Vesalio. Tra i muscoli della mano scoprì per primo quelli lombricali, come tra quelli del piede il capo trasverso del muscolo adduttore dell’alluce. Particolarmente ben fatte appaiono le tavole di splancnologia, quelle relative agli organi genitali (per primo il Casserio disegnò i muscoli della vescica) e diverse altre, che furono imitate e ricopiate anche all’estero.

Resta ancora da accennare ad altre tavole, pubblicate col titolo Tabulae de formato foetu insieme all’omonimo opuscolo di Spigelio, una prima volta a Padova nel 1626con sole nove tavole, nuovamente nel 1632 e infine ad Amsterdam nel 1645. Queste tavole, alle quali forse se ne dovevano aggiungere altre, offrono chiara illustrazione dell’utero al termine della gestazione, della positura del feto, della placenta e dei vasi relativi, oltre agli organi genitali della neonata, fra cui si rileva la prima rappresentazione dell’imene. Una conoscenza scientifica assai approfondita, un linguaggio semplice ma preciso (da cui emerge la consuetudine con gli scrittori greci e latini), il riconoscimento dei contributi dei predecessori sono le caratteristiche più evidenti dell’opera del Casserio, la cui importanza per la storia dell’anatomia non si può certo giudicare marginale, benché la sua fama sia legata soprattutto alle Tabulae.

Bibl.: I. Ph. Tomasini, Illustrium virorum elogia, Patavii 1630, p. 336; Id., Historia Gymnasii Patavini, Utini 1654, p. 303; G. Ghilini, Teatro d. huomini letter. ill., I, Venetia 1647, p. 130; P. Freherus, Theatrum virorum eruditione clarorum, IV, Norimbergae 1688, pp. 1349 s.; N. C. Papadopoli, Ristoria Gymnasii Patavini, I, Venetiis 1726, p. 346; A. Portal, Histoire de l’anatomie et de la chirurgie, II, Paris 1770. pp. 229-36; A. von Haller, Bibliotheca anatomica, I, Lugduni Batavorum 1774, p. 289; C. Poggiali, Memorie per la storia letter. di Piacenza, II, Piacenza 1789, pp. 91-102; J. C. Brunet, Manuel du libraire, I, Paris 1860, coll. 1616 s.; J. Hyrtl, Lehrbuch der Anatomie des Menschen, Wien 1889, p. 64; L. Mensi, Dizion. biogr. piacentino, Piacenza 1899, p. 113; G. Sterzi, G. C. anatomico e chirurgo, Venezia 1909; P. Capparoni, Profili biobibliogr. di medici e naturalisti ital., II, Roma 1926, p. 49; I. Simon, Una dedica autografa di G. C., in Riv. di storia delle scienze mediche e naturali, XIII (1931), pp. 22-25; L. Thorndike, A History of magic and experimental Science, V, New York 1941, pp. 43 8. A.

Da http://www.treccani.it/enciclopedia/giulio-cesare-casseri_(Dizionario-Biografico)/

 

Iulii Casserii Placentini Philosophi atque Medici Patavii utramque Medicinam Exercentis de Vocis Auditusoque organis Historia Anatomica Singulari Fide Methodo ac Industria concinnata Tractatibus Duobus Explicata ac variis Iconibus aere excusis illustrata, Ferrariae, Excudebat Victorius Cameralis, 1600.

© Biblioteca Queriniana, Brescia

1600 CASSERIO -De Vocis Auditu organis /(113MB scarica PDF)

 

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Ritratto: IULIUS CASSERIUS PLACENTINUS PHILOSOPHUS MEDICUS ANATOMICUS NATUS ANNOS XXXIX. MATUR MANUS APTA MANUM: MENS ERVE NEMTEM.

Anatomia topografica della regione superficiale del laringe.

Anatomia topografica della regione superficiale del laringe e del torace.

 

 

Il cranio visto dalla sua base con apertura della rocca petrosa dove si trova l’orecchio interno, circondato da dettagli anatomici delle strutture auricolari.

Procedura chirurgica per l’esecuzione della tracheotomia. Notare la cannula da inserire nella tracheostomia con i legacci, del tutto simile a quelle attuali.

Anatomia topografica superficiale della regione temporale vista la lato destro.

Anatomia topografica profonda della regione temporale vista dalla base cranica.

Cranio visto dalla sua base con apertura delle rocche petrose dove si trovano le trutture anatomiche dell’orecchio interno. Intorno dettagli delle rocche e dell’orecchio interno.

Colofon del libro con luogo, data e stampatore.

 

 

1595-1645. SCULTETUS, D. IOANNIS SCULTETI.

 

Johannes Scultetus nacque nella città di Ulm come figlio di Michael Schultes.  I suoi genitori gli permisero di frequentare la scuola latina di Ulm (dal 1613), ma nel 1608 il padre morì, poco dopo la madre. Il giovane Schultes inizialmente lavorava come muratore a Ulm, regensburg e Vienna con lavori occasionali.

A Vienna incontrò il famoso anatomista e chirurgo olandese Adriaan van den Spieghel , che portò il giovane colto a Padova , dove il 22 dicembre 1616 succedette a Giulio Cassero come professore di anatomia e chirurgia. L’ Università di Padova è stata una delle principali istituzioni educative per medici dal XV secolo. Nel 1595 fu creato un Theatrum Anatomicum (“Teatro anatomico”) per scopi educativi e di ricerca. Qui ha lavorato per Spieghel dal 1616 al 1623 come ricercatore e ha studiato medicina e chirurgia. Durante questo periodo, l’anatomista Girolamo Fabrizio (alias Hieronymus Fabricius di Acquapendente) esercitò una forte influenza su di lui. Nel 1619 fu ufficialmente iscritto all’immatricolazione, il 19 agosto 1623 ricevette il dottorato in filosofia, medicina e chirurgia. Da allora in poi ha usato la forma latinizzata del suo nome.

Nel 1624 Sculteto si esercitò come chirurgo a Venezia . Dal 1625 fino alla sua morte ha lavorato come Stadtphysicus in Ulm. Le sue mansioni comprendevano non solo le cure chirurgiche, ma anche gli esami e la supervisione delle ostetriche e dei bagni, la visita delle farmacie, la cura dell’ospedale e la casa dei trovatelli. Era anche responsabile dell’obitorio e, se necessario, dell’autopsia del defunto. Nonostante le sue origini semplici, è stato in grado di assicurarsi un posto decente nella società di Ulm. Nel 1628 acquistò una casa in Frauenstraße, più un giardino sul Blau . Nel 1636 sposò la ventenne Maria Villinger, figlia del farmacista di Mohren. I bambini di questo matrimonio sono morti presto. Sculteto prese nel 1635 il figlio del fratello defunto Martino, che fu battezzato nel nome di Giovanni, e gli permise di studiare medicina a Strasburgo e Padova. Scultetus morì a Stoccarda nel 1645. Come Giovanni Sculteto il Giovane († 1663), fu Medicus del duca di Württemberg e infine 1653 Stadtphysicus in Ulm.

Ha lasciato il suo nome legato soprattutto al suo libro Armamentarium Chirurgicum , che ha scritto poco prima della sua morte. Il libro offre una descrizione degli strumenti chirurgici contemporanei e della loro applicazione, oltre a 300 ricette per la terapia farmacologica e una guida per uno stile di vita equilibrato in caso di malattia. Le numerose illustrazioni eccellenti mostrano anche alcuni strumenti inventati dallo Sculteto che dovrebbero consentire un funzionamento rapido e preciso. Questo fu il primo manuale di chirurgia , in forma enciclopedica che rappresentava le procedure e gli strumenti chirurgici comuni nelle parole e nelle immagini, dando a Sculteto la reputazione di essere un grande chirurgo del suo secolo.

Il lavoro postumo fu completato dal nipote Johannes di cui sopra e stampato nel 1655 a Ulm. Le 43 figure di questa edizione sono del pittore della città di Ulm Jonas Arnold. Seguirono numerose altre edizioni latine. Già nel 1657 fu pubblicata una traduzione olandese, nel 1672 la prima versione francese come L’arcenal de chirurgerie e due anni dopo un’edizione inglese ( The Chyrurgeons store-house ). Queste traduzioni rendevano il lavoro accessibile ai chirurghi colti e ai chirurghi delle corporazioni che di solito non sapevano leggere testi latini. Nel 1692 apparve nei Paesi Bassi un’edizione considerevolmente ampliata di Jan Baptist van Lamzweerde (1657-1700) e Pieter Adriaanszoon Verduyn (1625 -1700) . In particolare, l’appendice scritta da Lamzweerde è considerata una risorsa significativa. Subito dopo la pubblicazione della traduzione olandese, i chirurghi che lavoravano per la Compagnia olandese delle Indie Orientali portarono l’impianto alla postazione commerciale di Dejima in Giappone. Qui è diventato un testo di base che veniva utilizzato per insegnare la chirugia ai dottori locali e così molte delle immagini trovarono la loro strada nei primi manoscritti giapponesi della medicina occidentale.

https://translate.google.com/translate?hl=it&sl=de&tl=it&u=https%3A%2F%2Fde.wikipedia.org%2Fwiki%2FJohannes_Scultetus_(Mediziner%2C_1595)

 

1665. Cheiroplotheke seu D. IOANNIS SCULTETI, Physici & Chirurghi apud Vlmenses olim felicissimi Armamentarium Chirurgicum … Opus Posthumum, Editio Quinta, Typis Combi, & LaNoù, Venetiis, MDCLXV.

© Spedali Civili, Brescia, Italia

1665 SCULTETI -ARMAMENTARIUM CHIRURGICUM (scarica PDF 337MB)

 

 

 

1712.  L’Arcenal de chirurgie, de JEAN SCULTET medicin et chirurgien de la republique d’Ulmes. … Enrichi de 50 t1gures en taille-douce, oùfont reprefentez tous Instruments de Chrurgie anciens & modernes;
avec la maniere de faire les Operations. A Lion chez Leonard de la Roche, Libraire, MDCCXII.

Source gallica.bnf.fr / Bibliothèque nationale de France

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1598-1649. IOANNIS VESLINGII MINDANI

Johann Vesling, Veslingius (1598-1649) è stato un anatomista tedesco nato a Minden in Westfalia. Ancora giovane andò a Vienna con suo padre dove in seguito studiò medici. Nel 1628 fu assunto come “settore” (colui che eseguiva le dissezioni anatomiche) presso il Collegio Medico di Venezia. nello stesso anno viaggiò in Egitto e vistò Gerusalemme dove svolse il compito di medico personale del console di venezia e dove svolse intensi studi sulla flora della regione in particolare riguardanti le piante medicinali.

Nel 1632 divenne professore in Anatomia all’Università di Padova dove svlse il ruolo di “istruttore di Tommaso Bartolini. Im seguito la sua carriera lo portò a succedere al Alpino Alpini (morto nel 1937) come direttore del Giardino Botanico dell’Università di Padova.

Vesling è ricordato per aver pubblicato nel 1641 il libro: Syntagma anatomicum, publicis dissectionibus, in auditorum usum, diligenter aptatum,che divenne un libro di testo popolare basato sulle dissezioni che si svolgevano a Padova. In questo libro ha esposto le prime osservazioni sul sistema linfatico umano. Vesling ha inoltre fatto importanti studi sulla circolazione del sangue ed è stato uno dei primi medici a descrivere il “poligono del Willis” che si trova nella base del cervello.

 

IOANNJS, VESLINGII MINDANI EQV I T I S, IN Patavino Gymnafio Anatomes; & Pharmacae Profefforis primarii, Hortique Medici Praefecti, SYNTAGMA ANATOMICVM, Locis plurimis auctum, emendatum, novisque iconibus diligenter exornatum. Secunda editio ab extrema Auctoris manu. Typis Paulis Frambotti Bibliopolae, Patavii, 1651 (1637)

Antiporta

 

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1600-1700 Medicina in Azerbaijan.

Durante i secoli XVII-XVIII, alcuni studiosi azeri come Murtuzagulu Shamlu (ginecologia), Abulhasan Maraghi (teoria medica), Hasan Riza oglu Shirvani (farmacologia), Haji Suleyman Iravani (farmacologia) scrissero un certo numero di libri di medicina. Hanno usato 724 specie di piante medicinali.
Nel XVIII d.C., a seguito di guerre interminabili tra khanati locali (piccoli regni in Azerbaijan), molti ospedali e farmacisti furono rovinati e la medicina declinò.

Da Farid Alakbarli. Important Dates in the History of Medicine in Azerbaijan. http://www.alakbarli.aamh.az/index.files/4.htm © “Elm”. History & Heritage Website.