1.18 Cervello e Chirurgia Cranica 1901-1950

 

1900. Medicina in Azerbaijan.

Nel 1918, l’Azerbaigian riacquistò l’indipendenza e il primo ministero della sanità guidato da Khudadat bey Rafibeyli fu istituito dalla Repubblica democratica dell’Azerbaigian (ADR).
Nel 1919 fu fondata la Baku State University con il dipartimento medico. La storia dei corsi di medicina fu stabilita. Il Prof. Razumovski è stato il primo Decano (1919-1920) del Dipartimento medico. Dr. Nariman Najaf oglu NarimanovLeft: Dr. Nariman Najaf oglu Narimanov.
Nell’aprile del 1920, la Repubblica Democratica dell’Azerbaigian fu catturata dall’11ª Armata Rossa (bolscevichi) e venne formato il governo sovietico dell’Azerbaigian. Il dottor Nariman Narimanov, un medico, fu il primo primo ministro. Il dott. Aghahuseyn Kazimov (1920-1921) e il dott. Mirmovsun Gadirli (1921-1935) furono i primi ministri delle cure mediche del popolo.
Nel 1930 fu fondata l’Università Medica dell’Azerbaigian. Direttore Prof. Aziz Aliyev. Prof. Mirasadulla MirkasimovLeft: Prof. Mirasadulla Mirkasimov · Tra il 1920 e il 1940 sono state fondate centinaia di nuove cliniche. Il prof. Mirasadulla Mirkasimov, il prof. Mustafa Topchibashev, il prof. Alibey Alibeyov, il prof. Kamil Balakishiyev sono stati i medici e studiosi.
Durante il 1918-2005, un certo numero di articoli e libri sulla storia della medicina sono stati pubblicati in Azerbaigian da A.Rustamov, M.Efendiyev, F.Alakbarli, M.Abdullayev, J.Tagdisi, N.Goyushov, ecc.
In Nel 2004 è stata fondata l’Associazione Azerbaijan of Medical Historians (AAMH).
Nel 2005, l’UNESCO ha incluso tre manoscritti medici medievali della collezione di Baku’s Institute of Manuscripts nel registro internazionale del programma “Memory of the World”, che contiene i più importanti monumenti scritti dell’Umanità.

Da Farid Alakbarli. Important Dates in the History of Medicine in Azerbaijan. http://www.alakbarli.aamh.az/index.files/4.htm © “Elm”. History & Heritage Website.

 

 

1904. CHARLES MONOD (1843-1921), Trattato di Tecnica Operatoria.

 

Charles Edmond Monod è nato nel 1843 figlio del chirurgo Gustave Monod. Nel 1866 è Esterno degli Ospedali di Parigi e dal 1868 al 1872 Interno. Nel 1873  si laurea con medaglia d’argento. Nel 1875 è Aggregato di chirurgia al concorso del 1877 diventa Chirurgo degli Ospedali. E’ in servizio all’Hospice des Incurables a Ivry tra il 1883 e il 1887 e nel 1887 all’Hopital Saint Antoine dove tiene dei corsi e delle conferenze. Nello stesso anno sostituisce Paul Broca  e Ulysse Trélat.

Nell’1880 è Segretario Generale della Société de Chirurgie e ne diventa Presidente nel 1896. Membro dell’Accadémie de Medicine, sezione di Patologia Chirurgica nel 1895 ne diventa presidente nel 1916.

Muore nel 1921.

 

1904. Trattato di Tecnica Operatoria per CH. MONOD,  e J. VANVERTS  Traduzione italiana del Dottor RAFFAELE MINERVINI, Volume primo, con 529 figure intercalate. Società Editrice Libraria, Milano, 1904.

 

 

 

 

1914. ADOLFO STRUMPELL (1853-1925)

 

Ernst Adolf Gustav Gottfried von Strümpell nel 1875 condusse un lavoro sperimentale di fisiologia sotto la guida di Ludwing: fece una serie di ricerche riguardanti l’influsso di stimoli meccanici sulla conduzione dei nervi motori periferici e numerose esperienze sul nervo ischiatico del coniglio (non portato ad una conclusione definitiva). Nel 1877-1878 sperimentò lavori scientifici nel campo della clinica medica e si servì di un caso grave di anemia essenziale per precisare le variazioni del cambio azotato e della eliminazione delle sostanze rilevate dall’esame clinico delle urine. Verso il 1881 si occupò dello studio dei riflessi tendinei e cercò di dimostrare, con l’aiuto di Ugo Kroneker, la natura riflessa di tali fenomeni misurando il tempo che intercede tra lo stimolo meccanico e la comparsa della contrazione muscolare. Fece anche un’accurata analisi dei sintomi spastici. Nel 1883 proseguì i suoi lavori sull’anatomia patologica tanto da portare un contributo non indifferente alla studio della neurite multipla primaria e poté descrivere la paralisi spinale spastica ereditaria (fondamento anatomico costituito da un’alterazione combinata di diversi sistemi di fibre nei codoni posteriori e laterali del midollo). Nel 1884 al congresso dei naturalisti riferì i risultati attenuti sulla encefalite acuta dei bambini in analogia con la poliomielite e questo probabilmente fu impulso per l’ulteriore sviluppo delle indagini relative alla encefalite. Nell’aprile del 1893 a un congresso di medicina interna, fu il primo relatore sul tema di discussione “Le nevrosi traumatiche”: dimostrò l’origine psicogena di una gran parte di tali forme morbose e i loro stretti rapporti con l’isteria. A Breslavia portò avanti dei lavori su alcuni argomenti scientifici: il senso di pressione della cute e degli strati profondi.

Estratto da https://it.wikipedia.org/wiki/Adolph_Str%C3%BCmpell

 

1914. Adolfo Strumpel, Malattie del Sistema Nervoso, in Patologia medica e terapia, vol. 2, parte 2, Traduzione di Rodolfo Bonfigli. Con 111 illustrazioni e una tavola. Vallardi, 1914.

 

 

 

 

 

 

1920. E. JANBRAU, P. LACÈNE, R. PROUST, L. TIXIER, L.C. ZAPPELLONI

E. Janbrau (1873-1950) urologo prof aggregato alla Facoltà di Montpellier, P. Lacène (), R. Proust () professore aggregato alla Facoltà di Parigi, chirurgo primario degli Ospedali, chirurgia del cranio e vertebrale. L. Tixier () professore aggregato alla Facoltà di Lione.

 

1920. Compendio di Patologia Chirurgica, vol. 1, Patologia chirurgica generale lesioni generali dei tessuti cranio, colonna ventebrale e bacino, per opera di E. Janbrau, P. Lacène, R. Proust, L. Tixier. Traduzione e note di  L.C. Zappelloni. 2° edixione italiana sull’ultima originale diretta da Roberto Alessandri. Francesco Vallardi, Milano, 1920.

 

 

 

 

 

 

1922. ALBERTO STEFANELLI

 

Alberto Stefanelli è stato Docente al Regio Istituto Tecnico di Cremona nel 1920 (come si legge nella Prefazione).

 

1922. Alberto Stefanelli, I microscopici dispositivi periferici dei nervi, Sozogno editore, Milano, 1922.

 

 

 

 

1924. HARVEY CUSHING (1869-1939)

 

Harvey Williams Cushing (1869-1939) è stato un chirurgo statunitense, ritenuto un pioniere della neurochirurgia e dello studio dell’ipofisi. Cushing fu sempre attratto sin dall’inizio della sua carriera di studente dalla figura del grande anatomista belga Vesalio, di cui inizierà una biografia dettagliata che non porterà a termine a causa del suo decesso. Nacque in una delle famiglie più ricche e influenti del periodo, una delle famiglie che scrissero non solo la storia degli Stati Uniti ma anche quella della medicina statunitense. Harvey si iscrisse all’Università di Yale, nel Connecticut, nel 1887. La sua permanenza nel campus del Connecticut fu di quattro anni, periodo che egli terminò ottenendo la qualifica di A.B., Bachelor of Arts, ovvero medico generico, nel 1891. Nel settembre del 1891 si trasferì a Boston, nel lontano Massachusetts, per intraprendere la specializzazione nella rinomata Harvard Medical School, una delle migliori quattro degli Usa. Nell’autunno del 1892 il Professor Richardson gli offrì un posto come suo assistente nella preparazione dei pazienti alle operazioni chirurgiche, e alla loro anestesia. Un’altra innovazione di Cushing fu l’introduzione dell’asepsi, ovvero un iter di procedure antisettiche che permettevano di fermare ogni tipo di infezione dovuta a contaminazione del campo operatorio. Il terzo anno (1894) fu un anno nefasto. Rimase tremendamente scosso dalla morte di una giovane paziente durante la somministrazione di anestetico nella fase preoperatoria, ipotizzando un eccesso di etere. In questo periodo la corrispondenza con il padre divenne più cupa, la sua autocolpevolizzazione lo portava sempre di più verso la depressione. Dopo due settimane passate in compagnia del cugino Eddie a l’Avana, tornato rivitalizzato a Harvard, insieme al suo collega Ernest Codman, Harvey ideò la Ether Chart, una delle prime schede anestesiologiche in cui i dottori dovevano registrare le più importanti funzioni vitali del paziente, tra le quali la frequenza cardiaca e respiratoria, la temperatura corporea, i dosaggi dell’anestetico usato (etere o cloroformio), in modo che durante l’intervento chirurgico il paziente fosse continuamente tenuto sotto controllo e monitorato. Nel 1895 si concluse il periodo universitario di Harvey Cushing, il quale ottenne la laurea in Medicina e Chirurgia col massimo dei voti e con lode. Ottenne l’internato in medicina e chirurgia al Massachusetts General Hospital di Boston, anche se riceverà un posto per l’internato al Johns Hopkins Hospital, Baltimora, dove resterà per quattro anni.

Al termine degli anni di “residenza” in chirurgia, agli inizi del Novecento, Harvey si trasferì dapprima in Svizzera, a Berna, dove intraprese degli studi approfonditi sulla pressione arteriosa e intracranica, sotto l’egida protettiva e lo sguardo vigile del Professore T.Kocker (futuro Premio Nobel per la Medicina nel 1909, inventore delle pinze ematiche) e del Professor H. Kronecker, stimato fisiologo. Dalla Svizzera si spostò in Inghilterra a Londra, dove tenne degli incontri con Victor Horsley, e a Liverpool con Sir Sherrington, famoso neurofisiologo pioniere degli esperimenti sulla corteccia motoria dei primati, anche lui futuro premio Nobel. Di significativa rilevanza fu il passaggio in Italia, a Pavia per l’esattezza, dove Cushing venne in contatto con Scipione Riva-Rocci, ideatore del primo sfigmomanometro a mercurio che consentiva di misurare accuratamente la pressione arteriosa del paziente. Dato che lo strumento non aveva trovato fortuna in Europa, e Harvey ne aveva già intravisto le potenzialità eccellenti, lo portò con sé a Baltimora non solo per farne riconoscere la straordinaria innovazione, ma anche per utilizzarlo durante gli interventi chirurgici come strumento di precisione per monitorare la pressione arteriosa del paziente anestetizzato.

Harvey tornò a Baltimora ufficialmente nel 1902 quando gli venne offerto il titolo di Professore Associato di Chirurgia. Decise quindi di istituire un corso di anatomia chirurgica affiancato alla costruzione di un laboratorio di anatomia e chirurgia sperimentale che soprannominò Hunterian Lab. Fu in questo periodo che Harvey cominciò a intravedere la sua vocazione per il sistema nervoso. Nel corso di un’autopsia a una giovane donna che soffriva di cefalee, rilevò la presenza di una ampia cisti ipofisaria, sintomatologia che riscontrerà in molteplici interventi. Per questo motivo iniziò a tenere un registro dei casi che gli si sottoponevano per redigere due pubblicazioni riguardo alla ghiandola Pituitaria e gli adenomi basofili ad essa correlati. Nel 1912 ricevette con grande felicità la nomina di Professore di Chirurgia all’Università di Harvard, dove s’inserì nel reparto ospedaliero P.B. Brigham e continuò la sua ricerca sui tumori. La sindrome di Cushing, nota anche come ipercortisolismo, è una condizione patologica della ghiandola ipofisaria o pituitaria. Il merito di Cushing fu appunto quello di mettere in correlazione tali neoplasie ipofisarie con l’iperproduzione di glucocorticoidi.

Il periodo più significativo della vita di Cushing è il decennio 1920-1930 durante il quale il chirurgo rivoluzionò l’uso delle vecchie tecniche chirurgiche. Uno dei più grandi problemi della neurochirurgia erano le copiose emorragie che rendevano impraticabili le operazioni. Harvey pose fine a questo problema inventando delle clip d’argento che tamponavano la fuoriuscita del sangue dai vasi, e nel caso ci fossero state emorragie copiose, introdusse l’uso dell’aspiratore chirurgico. Ma ciò che lo fece passare alla storia fu l’invenzione del bisturi elettrico con la funzione coagulatrice-cicatrizzante. In collaborazione col fisico William Bowie Harvey, Cushing mise a punto uno strumento che gli permetteva di operare pazienti affetti da tumori altamente vascolarizzati, che mai nessuno in precedenza era riuscito a operare. In questo periodo la sua fama crebbe con legge esponenziale. Tutti i medici del mondo vollero conoscerlo e numerosi pazienti affetti dalle neuropatologie fino ad allora incurabili vollero suoi consulti privati. In questo periodo si annovera la nascita della fondazione Harvey Cushing Society (1931), alla quale s’iscrissero i più noti neurochirurghi dell’epoca, e di notevole rilevanza fu la presentazione al Congresso Internazionale di Berna di un rapporto da lui redatto sull’incidenza della mortalità in sala operatoria, utilizzando le sue pionieristiche tecniche: l’incidenza si era ridotta dal 90% al 10% con l’introduzione di tali tecniche.

Nel 1926 Cushing e il suo ex allievo Percival Bailey collaborarono strettamente per realizzare una nuova classificazione dei tumori cerebrali che rivoluzionò e spazzò via il precedente metodo di catalogazione. Infatti, prima della loro osservazione, tutti i tumori endocranici ricadevano sotto la denominazione di Glioma. Già Virchow, nel lontano 1867, aveva teorizzato che tali tumori originassero dal tessuto encefalico di supporto e Golgi nel 1875 dimostrò la presenza delle cellule della nevroglia in tali gliomi.

Nel 1933 tornò a Yale con la nomina di Professore di Neurologia e poi come Emerito. Nella sua carriera di medico aveva prodotto all’incirca 300 pubblicazioni, ultima delle quali sui meningiomi. Nella sua amata New Haven, intento a redigere una biografia sulla vita di Vesalio, si spense all’età di settant’anni a causa di un infarto miocardico.

 

1924. Les Tumeurs du Nerf  Auditif et le Syndrome de l’angle ponto-cerebelleux par Docteur Harvey Cushing, … avec 262 figures dans le texte. Paris, Librairie Octave Doin, 1924.

 

 

 

 

1930. STRUMENTO PER LEUCOTOMIA

 

La lobotomia è ritenuta uno dei procedimenti più controversi nella storia della salute mentale. Fu ideata da Antonio Egas Moniz negli anni ’30. Da allora cominciò a diffondersi in tutto il mondo fino agli anni ’50, quando cominciò a cadere in disuso a causa dei suoi imprevedibili e gravissimi effetti collaterali.

Il Leucotomo era uno strumento in uso n ella psicochirurgia con lo scopo di ridurre gli effetti nocivi di forme patologiche mentali non altrimenti controllabili. È uno strumento chirurgico con cui si recidevano le fibre nervose del lobo prefrontale nell’intervento di lobotomia prefrontale. La sua forma permette di passare attraverso un foro ed è fatto in modo  tale da raggiungere un settore sufficientemente ampio di fibre della porzione prefrontale producendo il minor danno possibile a livello della corteccia cerebrale.