1.08 Il Cervello nella Medicina araba

936 El-Zahra (Cordoba) – 1013
Albucasis, Bulchasim Benaberazin (Abu al-Quasim Khalaf bin’ Abba el Zahrawi).


Medico spagnolo discendente della tribù araba Ansar, noto anche come Abulcasis e Alsaharavus (Medinat al-Zahra presso Cordova 936-1013). Discepolo della scuola medica araba, fu forse il principale trattatista di medicina chirurgica di quell’epoca. Scrisse una grande opera in trenta volumi (al-Tasrif, La raccolta) che fu tradotta in latino nel sec. XII da Gherardo da Cremona.
Le sue teorie influirono a lungo sull’opera di medici e chirurghi europei. Particolare importanza riveste la descrizione di tecniche operatorie indubbiamente assai ardite per quei tempi (erniotomia, uso del catetere vescicale, applicazione di denti artificiali, cura di ferite da armi da taglio e da punta).
Albucasis è il nome sotto il quale il medico-chirurgo ispano-arabo Abu ‘l-Quasim Khalaf ibn ‘Abbas al-Zahrawi fu maggiormente noto nell’occidente latino. Tra le vane latinizzazioni del suo nome, oltre ad Albucasis, figurano Alsahavarius, Alzarabi e numerose altre. Le sue date di nascita e di morte non si conoscono con esattezza e occorre affidarsi alle scarse testimonianze disponibili.
Gli antenati più diretti di Albucasis erano probabilmente giunti in Spagna dall’Arabia: una aggiunta al suo nome che ricorre in alcuni manoscritti, “al-Ansari”, lascia supporre un’affiliazione alla città di Medina, in Arabia. In ogni caso il soprannome, al-Zahrawi, indica una stretta connessione alla città di al-Zahra nei pressi di Cordova. Egli fu al servizio del califfo Abd al-Rahman III (califfo dal 912 al 961), e, a quanto pare, ebbe modo di Compiere numerosi viaggi. La grande opera di Albucasis, Kitab al-Tasrif li man ‘Ajaza ‘an al-Ta’lif (approssimativamente traducibile come Libro per la guida di coloro che non sanno scrivere libri), risale probabilmente al 1000 e rappresenta il culmine di una carriera medica lunga e varia. All’infuori di questi scarni fatti, alcuni tra l’altro congetturali, più nulla ci è noto sulla vita dell’uomo la cui opera chirurgica fu destinata ad esercitare un enorme impatto sull’Occidente medievale.
Per quanto ne sappiamo, Kitab al-Tasrif è l’unico libro scritto da Albucasis. Consta di circa 1500 pagine (750 fogli), ed è diviso in 30 capitoli o trattati; i trattati numero 1, 2 e 30 coprono quasi la metà dell’opera. Gli argomenti abbracciano la fisiologia, le malattie e i loro sintomi, la cosmetica, la dietetica, mentre circa 25 trattati riguardano temi di farmacologia e materia medica. Il trattato numero 30, il più celebrato di tutti, si occupa di chirurgia. In esso vengono descritte operazioni di calcoli, cauterizzazioni di ferite, suture, procedure ginecologiche e odontoiatriche, nonché riduzioni di fratture e cure delle distorsioni. Uno dei motivi di maggior interesse dell’opera è costituito dalle sue 200 illustrazioni di strumenti medici e odontoiatrici, molte delle quali disegnate dallo stesso autore. Alcuni sostengono (tra cui Albucasis stesso) che la maggior parte di questo materiale è stata attinta dalle opere di Paolo di Egina, ma senza dubbio il trattato incorpora sia l’esperienza accumulata da praticanti arabi successivi, sia le innovazioni personali dell’autore.
Il trattato numero 30 acquisì enorme fama nell’Occidente medievale. Nella seconda metà del XII secolo venne tradotto in latino da Gherardo da Cremona; i trattati numero 1, 2 e 28 vennero anch’essi tradotti in latino nel XIII secolo, ma non assursero mai alla fama del numero 30. Quest’ultimo venne pubblicato numerose volte, spesso come appendice al manuale di chirurgia di Guy de Chauliac (Venezia 1497, 1499, 1500 e 1532). Chauliac (chirurgo e anatomista francese, Chauliac ca. 1290 – forse Lione 1368) nomina il testo di Albucasis più volte, citando direttamente da esso. Per questa e altre vie le idee di Albucasis seguitarono a influenzare la medicina occidentale fino al XVIII secolo.
La prima edizione a stampa del trattato apparve a Basilea nel 1541. L’edizione araba e latina, a opera di John Channing, fu stampata a Oxford net 1778. Più recentemente, Leclerc ha tradotto in francese il trattato sulla chirurgia (1861), mentre nel 1973 Spink e Lewis ne hanno pubblicato il testo arabo con traduzione inglese a fronte. Il libro non è stato però mai pubblicato a stampa nella sua interezza.

1126 Cordoba – 1198 Cordoba.
Averroé, Averroes

936-936-1013 936-

In allestimento.