08. Dal 1600 al 1699. p37

 Dall’anno 1600 al 1699

GENOVA  nel 1600

Piero Barbieri, Forma genuae, Edizione del Municipio di Genova, 1938.

REGISTRO DI GENOVA RINASCIMENTALE

1600 – Oratorio delle Cinque Piaghe o di S. Antonio abate in Via delle Fontane. Tav. 15 n. 185.
1600 – Ampliamento della Clapa Olei.
1604 – Vengono istituite le Turchine di sopra e fondato il Monastero. Tav. 15 n. 23.
1606 – Si inizia il tracciato della Via Balbi.
1606 – Viene sistemata Piazza Nunziata.
1606 – La nuova Reba dei grani tra il Ponte Spinola ed il Ponte Calvi. Tav. 15 n. 51.
1611 – Costruzione della cortina murale Civica tra il Ponte della Mercanzia e quello degli Spinola, eseguita su pali in mare.
1612 – Palazzo Cambiaso in Fossatello.
1612 – La chiesa di S. Maria della Sanità ricostruita da Stefano De Mari. Tav. 15 n. 82.
1612 – La chiesa dello Spirito Santo con annesso Monastero di Monache Domenicane. Tav. 15 n. 183.
1613 – Sinibaldo Fieschi innalza un palazzo a sinistra del Campanile di San Lorenzo ed attergato al Canneto. Tav. 15 n. 147
1613 – Il 28 Agosto si approva la ricostruzione del Palazzo del Comune sovra nuovi disegni.
1616 – Ricostruzione della chiesa di San Benedetto.
1616 – Abbassamento del terreno dai pressi del Palazzo Ducale fino al Coro di San Domenico.
1618 – Si istituisce la Consorzia dell’Oratorio del Suffragio. Tav. 15 n. 106.
1619 – Il monastero di Santa Teresa sotto a Montegalletto. Tav. 15 n. 10 b.
1623 – La chiesa dei Calasanzio in Piazza Squarciafichi ed il Collegio degli Scolopi di Savona. Tav. 15 n. 61.
1623 – Ricostruzione del Palazzo Cattaneo. Tav. 15 n. 70.
1623 – Si costruisce il Palazzo Balbi-Senarega. Tav. 15 n. 125.
1623 – Si costruisce il Palazzo Balbi, ora R. Università. Tav. 15 n. 18.
1624-1626 – La chiesa della SS. Incarnazione e l’annesso Monastero delle Turchine di sotto. Tav. 15 n. 22.
1626-1632 – In quest’anno s’inizia la costruzione della cinta murale civica, dal Bisagno, al Castellaccio, a Granarolo, agli Angeli, al Capo di Faro.

1626-I647 – Si costruisce il Forte Tenaglia. Tav. 15 n. 168.
1626 – L’antica via Romana resta chiusa in conseguenza della cinta murale civica.
1626-1632 – Si costruisce la Porta di S. Maria degli Angeli, quella di S. Bartolomeo, di San Bernardino, di Granarolo, la porta Chiappe, ecc. Tav. 15 n. 167bis, 173, 172, 169, 170.
1626 – Rifacimento e consacrazione della chiesa di San Luca. Tav. 15 n. 137.
1626 – Una parte della Braida rimane chiusa entro le nuove mura e vi sorgono le prime costruzioni.
1626 – Viene demolito l’Oratorio di S. Maria del Rosario.
1626 – Il Saluzzo fa costruire le nuove infermerie a Pammatone.
1627 – Viene aperta al pubblico la Via di Marassi.
1627 – Dov’erano le case del ribelle Claudio De Mari si innalza la chiesa di S. Bernardo. Tav. 15 n. 75.
1629 – Si spiana la Piazza delle Erbe.
I63o – La costa da Promontorio a S. Tomaso viene chiusa da un muraglione.
1632 – Porta della Lanterna. Tav. 15 n. 2.
I634 – Il Collegio dei Giurisperiti innalza una casa a propria sede nei pressi di S. Lorenzo.
1635 – Viene officiata la chiesa di San Carlo. Tav. 15 n. 15.
1635 – La Chiesa di Oregina Tav. 15 n. 12.
1637 – Prima pietra dell’Oratorio di S. Donatodi S. Donato. Tav. 15 n. 189.
1637 – L’Oratorio della Morte. Tav. 15 n. 21.
1637 – Ansaldo De Mari getta in mare il Molo Nuovo a Capo di Faro. Tav. 15 n. 1 a.
1638 – Si costruisce la cortina murale civica tra il Ponte dei Calvi e la Darsena.
1640 – Si provvede ad aprire vie di comunicazione tra Ravecca e la Colla.
1640 – Viene ricostruita nelle forme attuali la chiesa dei SS. Giacomo e Filippo. Tav. 15 n. 187.

1641 – Costruzione del terrazzo denominato strada di ronda di fronte alla Coltelleria e Sottoripa.
1642 – Il Barchile in Ponticello. Tav. 15 n. 155.
1642 – Il 16 Maggio si delibera l’ampliamento della via Felice o Vico del Vento e poi Via Giulia.
1643 – Viene rifatto dalle fondazioni il Coro di S. Maria dei Servi.
1643-1647 – Si prolunga il Ponte della Mercanzia. Tav. 15 n. 59.
1644 – Si costruisce un muro e un porticato nel nuovo piazzale dinnanzi alla Dogana.
1647 – Viene fondata la chiesa di San Vincenzo de’ Paoli in Via Fassolo. Tav. 15 n. 4.
1645 – L’Oratorio di S. Antonio da Padova in Piazza delle Bandiere. Tav. 15 n. 127.
1647 – Viene innalzataa la Porta Pila. Tav. 15 n. 176.
1647 – Campanile di S. Andrea.
1647 – I Sauli acquistano da Urbano Senerega il terreno per la canonica di S. Maria Assunta di Carignano.
1650 circa – Vengono acquistati una villa ed un palazzo da Emanuele Brignole per trasferirvi il Conservatorio di N. S. del Rifugio.
1650 – circa – Il Convento dei Fogliensi. Tav. 15 n. 118.
1650 – circa – Costruzione di nuovi magazzini tra il Ponte della Mercanzia e quello dei Chiavari.
1650 – Si costruisce il Palazzo Durazzo in Via Balbi. Tav. 15 n. .
1651 – Il 12 Giugno si pone la prima pietra della Chiesa di N. S, del Rimedio.
1652 – Si costruisce una diga a trattenere le acque del Rivo di S. Tomaso formandosi il Lagaccio, e si apre la Via del Lagaccio. Tav. 15 n. 11.
1652 – Portale con semicolonne composite al n. 10 di Via San Luca.
1652 – Si costruisce al Lagaccio una piccola polveriera. Tav. 15 n. 180.
1652 – Palazzo Elena,. Tav. 15 n. 64.
1653 – Si ricostruisce la chiesa di S. Salvatore. Tav. 15 n. 157.
1653 – Viene restaurata S. Maria delle Grazie. Tav. 15 n. 107.
1655 – Albergo dei Poveri. Tav. 15 n. 17.

Sec. XVII.
Il Palazzo de Mari poi Casareto in Campetto. Tav. 15 n. 55.
Palazzo Rosso (Brignole-De Ferrari). Tav. 15 n. 28
Si ricostruisce la chiesa di S. Maria dei Servi. Tav. 15 n. 156
Origi dell’Oratorio di S. Giovanni Battista in Vico della Rosa. Tav. 15 n. 140.
Viene fondata la chiesa ed il convento di Santa Chiara. Tav. 15 n. 112.
In fondo a Via Serra la chiesa di N. S. del Rifugio. Tav. 15 n. 98.
Il Palazzo Durazzo già Balbi e poi Negrotto-Cambiaso, nella Via Balbi. Tav. 15 n. 122.
Costruzione del Teatro Falcone. Tav. 15 n. 124.
Palazzo Sauli-Pallavicino Tav. 15 n. 191.
Palazzo Centurione. Tav. 15 n. 2a.
Palazzo Centurione. Tav. 15 n. 24.
Palazzo Geirola. Tav. 15 n. 49.
Palazzo Sinola poi Bertullo in Piazza S. Luca. Tav. 15 n. 126.
Palazzo Spinola di Via Nuova. Tav. 15 n. 138.
Teatro delle Vigne. Tav. 15 n. 139.
Palazzo Giano Grillo. Tav. 15 n. 144.
Teatro di Oberto Doria. Tav. 15 n. 186.

 

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Vedute di Genova e fatti storici

Autori Vari

 

1601. Vincente Prunes. Vincentes Prunes me fecit in civitate Maioricarum Anno Domini Nostri 1601. Pergamena raffigurante il mare mediterraneo. Dettaglio della raffigurazione di Genova.

1600-1610 NICOLAOS VOURDOPOLOS. Dettaglio del Portolano.

1600 inizi. GENUA. Sono presenti in basso 24 note topografiche.

1600 ca. GENOVA. Simile alle immagini sui libri di Scoto (manca la scrittura “Padua per Mattio Cadorin”).

1603. FRANCESCO OLIVA. Dettaglio del Portolano.
1613-1651. Fortunale e Molo Nuovo. Il fortunale del 1613 è così descritto dal casoni: “Nel decimo giorno di Novembre scatenatosi furiosamento vento Libeccio eccitossi orribile tempesta di mare anche nel porto, che a memoria di uomini non ve n’era giammai data altra somigliante; durò l’impeto della marèa fino alle ore 18 del dì seguente, e travagliò per tanto spazio il naviglio sortovi, che tre soli legni vi resero, ed il rimanente rotte le sarte e le gomene qua e là si dispersero. Diciassette navi di gabbia, diecinove barche grosse, e otto di San Remo con molti altri legni minori miseramente perirono.
A scongiurar danni maggiori e dar quite al Porto occorreva grande opera e di gran costo, un nuovo molo che dipartendosi dalle falde di capo di Faro e, protendendosi verso il vecchio (per 1690 palmi fu progettato), le interne acque difendesse dalle mareggiate di ponente.
E del progetto fu autore Ansaldo De’ mari. Se non che occorrevan 500 mila scudi (lo scudo d’allora aveva di valore intrinseco lire 5,65 delle nostre; ma un valor effettivo assai maggiore per i tempi); e di tanto non era in forze la già smunta e declinante Repubblica. Ma in genova, è sentenza di N. Macchiavelli, eravi istituzione dello Stato più forte in tali imprese, la Casa di San Giorgio. La quale il dì 9 novembre 1637 deliberò far le spese, come aveva già fatte, otto anni prima, per le riparazioni ai ponti Cattanei e Chiavari. E il Senato il dì 22 Maggio 1638, con grande pompa, mise la prima pietra al molo nuovo. Peraltro affinchè i lavori proseguissero (e furon ultimati due anni dopo) nel 1642 fu d’uopo che la benefica Casa altre 120 mila lire sborsasse, e altre 150 mila mutuasse ai Padri del Comune Conservatori del Mare.
Il molo nuovo venne poi nel 1651 congiunto allo scoglio della Lanterna, e di poi in varie e lontane riprese prolungato. (Malnate, 1892).

1615. GENOVA. “Francesco Bolzeta for” (in basso a destra).
1623, Porto Franco. Istituito nel 1623 il Porto Franco nei magazzini di San Giorgio … (Malnate, 1892).
1625. Ambrogio Spinola in Fiandra. … il nome genovese risplenda ancora sui mari mercè un Ambrogio Spinola, in Fiandra, col possesso di Breda (1625). (Malnate, 1892).

1625. Fassolo, Palazzo Doria, Villa Dinegro , Porta San Tommaso. Prima del 1625 dalla chiesa di San Benedetto alla piazza Dinegro vi era una scogliera. La zona retrostante era detta di Fassolo da Fesule, antico termine indicante luogo riparato e anche fascia, sinonimo di preservare.
Il palazzo del Principe Doria era a levante di Fassolo, quindi era la statua del Gigante (tomba del cane del Doria) ora nascosta dal già Hotel Miramare, quindi verso piazza Principe le mura della cinta cinquecentesca, il Forte San Giorgio e la Porta di San Tomaso (ora scomparsa).
A mare si trovavano la Villa Dinegro allo Scoglietto (edificata nel 1500) che agli inizi dell’800 ospitò il Papa Pio VII destinato all’esilio e nel 1815 la sfortunata Principessa di Galles.
Sopra la scogliera vi era l’antica chiesa di S.Teodoro (anteriore al 900). La nuova venne costruita nel 1872 in fondo a Via Venezia. (Miscosi, 1933)..

1626-1640. Via e mura dalla Lanterna al Bisagno. Nella prima metà del secolo XVII (1626-409, e di poi, la bramosia di ingrandire la città è pari al bisogno di forte difesa. Si apre via Balbi e mura maestose si stendono dalla lanterna al Bisagno e per esse il pubblico erario fa sacrifizio, in men di tre anni, di 14 milioni di lire genovesi. I forti, le porte, la Darsena sono animosamente presidiati, inespugnabili resi; opere militari di si gran conto che il Botta celebrerà nelle sue storie. Dalla Darsena si distendono le muragliette (in parte esistenti tuttodì), che recingono il Porto a levante. E, a ponente, dalle falde della Lanterna protendesi in mare, grandissimo lavoro, il Molo nuovo. (Malnate, 1892).

1626-1632. Costruzione di nuove mura. Il 7 dicembre del 1626 fu messa la prima pietra per la costruzione, ad opera dell’ing. Ansaldo De-Mari, di una nuova cinta muraria che chiudeva Genova dalla porta della Lanterna a ponente fino a porta Romana e porta Pila a levante. (Donaver, 1890).

1632. Strada da San Tomaso a Sampierdarena. … costrutta la nuova strada (1632) presso la marina da San Tomaso a Sampierdarena … (Malnate, 1892).

1633. Porta della Lanterna. La Porta della Lanterna e fu eretta nel 1633 e venne demolita nel 1877. Essa era costruita con pietra rosa di Finale, mentre quelle del ‘500 erano in granito. La statua della Madonna fu messa nell’oratorio di S. Antonio in Sarzana e così pure la lapide “Posuerunt me custodem”. Nelle ultime fotografie lo stemma di Genova appare coperto con quello del Regno Sardo.

1635 ca. “Dissegno, Profilo del Molo” firmato “Ansaldo de Mari”. Disegno di progettazione del molo nuovo da parte di Ansaldo de Mari. Il molo nuovo venne realizzato nel 1638.
1637. Maria Vergine Regfina di Genova. Maria Vergine Signora e Regina di Genova.

1638. DOMENICO FIASELLA. La Madonna regina di Genova. Dipinto (olio su tela) che si trova nella chiesa di San Giorgio dei Genivesi a Palermo.

1638-1641. Muragliette. … cinte le calate, dalla darsena a Molovecchio, colle muragliette (1638-1641); lo spedale di San lazzaro convertito in gran parte in scalo di Porto franco per le merci di Lombardia: ecco l’assetto dato al Porto, e che durò sin dopo la caduta della Genovese Repubblica, senza che nuove e grandi opere nascessero. (Malnate, 1982).

1638-1642. Molo Nuovo. Il 1° maggio del 1638 l’ing. Ansaldo De-Mari pone la prima pietra per la costruzione del Molo Nuovo. L’opera venne terminata nel 1642. All’origine era lunga 1600 palmi, quindi fu allungata di altri 200 palmi e nel 1844 la Casa Sabauda l’accrebbe di altri 22 metri in mattoni. In totale risultava di 447 metri.
La prima parte era formata da grosse pietre squadrate di epoca romanica e dal materiale che formava la Briglia. (Miscosi, 1933).

1645-1673. Porto Franco a San Lazzaro. Per le merci dirette per Lombardia nel 1645 aprì Porto-Franco a San Lazzaro: pure, nell’anno successivo, dicono le memorie di san Giorgio, “è bisognato molte volte dar commodità a’ mercadanti di stanze particolari, benchè con stimolo che tali concessioni potessero portare pregiudicii alla gabella e introiti”.
Nel 1673, altra memoria aggiunge, “sono i magazini talmente pieni che si è costretti a lasciar portare le mercanzie a casa dei negozianti per non sapere dove metterle”. (Malnate, 1892).

1650 ca. Veduta di Genova, senza il molo nuovo, che appare sull’anta di un cassettone. (Museo Poldi Pezzoli di Milano).

1652. Lagaccio, Polveriera. La Repubblica genovese trasforma l’Arsenale dei Doria in fabbrica di polveri per usi bellici. (Malnate, 1892).

1650. Riproduzione fotografica di un dipinto del 1650.

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1650 ca. Ricostruzione del porto di Genova e sovrapposizione al profilo attuale. Si trova affisso nell’atrio della stazione della Darsena della metropolitana.

1600 PLASTICO PORTO STAZ.METRO

1650 ca. Balthasar. GENUA.

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1650 ca. LA CITTA’ DI GENOVA.

1656. Pianta di genova eseguita per ordine dei Padri del Comune. Museo S. Agostino, Genova. (riproduzione a stampa)

1656 mappa unione

1656. Barbieri Piero. Cartografia di Genova in tre mappe: rete viaria, situazione edilizia e edifici di rilievo con legenda (Barbieri P., 1938).

1656 STRADELa viabilità stradale in Genova nel 1656.

1656 CASEL’edilizia a Genova nel 1656.

1656 centroEdifici di rilievo nella Genova del 1656.

1656 LEGENDALegenda degli edifici di rilievo nella Genova del 1656.

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1656. Peste. Già nel 1656 la peste che la desolò (eccetto il Porto) le avea ridotti gli abitanti da 90 mila a 10 mila: e altre e più gravi miserie le minaccian i tempi rei. (Malnate, 1892).

1657. Ippolito Centurione in Levante. … un Ippolito Centurione in Levante. Il qual Centurione con una sol nave e un petacchio armati di 450 uomini (e in 10 mesi di corso nove soltanto ne perde), dopo aver in quei mari data caccia fierissima a’ barbareschi, combattè per 7 ore con 40 galee e 4 galeazze nemiche. Dove e’ passa fracassa e affonda, e tròncagli da colpo di cannone una mano, continua a combattere contro 17 e poi contro 4 navi; e ritorna a Genova carico di prede (per 200 mila scudi) e di gloria (1657). (Malnate, 1892).

1671-1707. Porto Franco ampliato e Forni Pubblici. La casa di san Giorgio fa sempre le spese. Essa nel 1661 amplia il Portofranco e ottiene nel 1707 di aggregarvi I Forni Pubblici. Dal suo palazzo fin verso il Mandraccio, occupando il Ponte Chiavari, die’ ordine ai suoi vastissimi magazzini; li rende uniformi e crea quasi una piccola città commerciale entro Genova. (Malnate, 1892).

1684. Bombardamento dei Francesi. Tanto insolito risveglio più che ingelosire inferocisce il Sire di Francia. Un Damcourt e poi un Sant’Olon calunniano oscenamente Genova, e la dicono destinata, con marsiglia, alla grandezza marittima del Fiordigiglio. E quel Monarca vi manda i suoi cannoni sopra cui è scritto: ratio ultima regum, e Sampierdarena inerme li assaggia dapprima: e genova da poi è per di più e più giorni con barbara ferocia bombardata (1684). (Malnate, 1892).

1684. BOMBARDEMENT DE GENES PAR L’ARME’E DE FRANCE AUX ORDRES DE DU QUESNE EN 1684. Bouclet sculp. (in basso a sinistra). L. Audet scrips (in basso a destra). (3 stampe)

1684. Bombardamento della città di Genova. Maggio. Veduta del porto e della città durante il bombardamento ordinato da Luigi XIV. Incisione di J.K.D. van Beecq e M.J.B. Fourd (Oxford, Ashmolean Museum) (incisione).

1684. J. Karel, D. van Beecq, Moise J.B. Fouard: Veduta di Genova e della flotta di Luigi XIV nel bombardamento del 24 maggio 1684. (Oxford, Ashmoleian Museum).

 

 

1601. Vincente Prunes. Vincentes Prunes  me fecit in civitate Maioricarum Anno Domini Nostri 1601. Pergamena raffigurante il mare mediterraneo. Dettaglio della raffigurazione di Genova.

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 1600-1610 Nicoaos Vourdopolos. Dettaglio del Portolano.

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1600 ca. GENOVA. Simile alle immagini sui libri di Scoto (manca la scrittura “Padua per Mattio Cadorin”).

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 1603. FRANCESCO OLIVA. Dettaglio del Portolano.

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1615. GENOVA. “Francesco Bolzeta for (in basso a destra).

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 1616.  Bertelli Pietro, GENOVA, in Teatro delle città d’Italia. Ad istanza Pietro Bertelli, Padova, 1616.

Teatro delle citta' d'Italia, con le sue figure intagliate in raTeatro delle citta' d'Italia, con le sue figure intagliate in raSecondo il Mazzucchelli, il testo è stato scritto dallo stesso Bertelli.

Genova in Italia, metropoli della Liguria, Capo della Repubblica Genovese, antichissima città. Hebbe secondo alcuni origine da Giano Re d’Italia, e fu poscia da Giano Re di Troia molto ampliata. Vogliono altri,che fusse primieramente da Giano Genuo Prisco edificata; altri da Genuino Egittio; & altri da Genuo figliuolo di Saturno: à molti piace, ch’ella prendesse il nome dal sito del luogo fatto a simiglianza della curvità ch’è sotto il Ginocchio da i Latini chiamato Genu: nè vi mancò chi Ianua la nomasse, per quasi una porta dell’Italia. Comunque si sia,Genoua appoggiata le spallle ai monti di Tramontana, che la difendono dal furioso fiato d’Aquilone; volta la maestofa faccia a Mezogiorno, stede alteramente superba in forma di maraviglioso Teatro, di circuito intorno a sei miglia, su molte colline in riva al mar Ligustico fra duoi torrenti Porcifera [Polcevera] e Bisagno; quella nell’Occidente alla destra oltre il Capo di Faro fra sontuosissimi Palagi in Sanpierd’arena se ne scorre; e quello nell’Oriente alla sinistra mano fra giardini & horti delitiosissimi oltre il monte della cava sbocca nel mare. La città è cinta è cinta di bellissime e fortissime mura; ha dodici porte principali, & altre minori presidiate di soldati forastieri; contiene in grembo un capacissimo porto ; il quale aprendo la bocca al vento Libecchio [Libeccio] tra’l Molo e l’alta Torre della Lanterna, viene abastanza dall’altezza, e grossezza di quello difeso dalla furia dei venti, e dall’onde di Levante, e Mezzogiorno; nè gli manca difesa contra l’horrbileLibecchio dalle miracolose Ceneri di S.Gio. Battista, che portate sul Molo fanno cessare tutte le fortune del vento, e del mare. Nella parte interiore del porto in seno ad un bello Arsenale, si trova la Darsena, luogo sicurissimo per stanza in tutte le tempeste alli navigli minori delle navi grosse. La città è ornata dentro, e di fuori di bellissimi palagi, altrove raccolti in buon numero insieme, come in Strada nuova, & in Sampierd’arena; altrove sparso tra lr case communi, le quali sono alte straordinariamente; Ha Genova vaghissime Chiese; e tra quelle trenta Parrochiali: NellaCattedrale dedicata a S.Lorenzo si adorano in una sontuosissima cappella le Reliquie del Precursore, acquistata da’ Genovesi nel conquisto dell’Isola di Almeria, e nella Sacristia si confrma il maraviglioso Catino fatto di una grossissima e finissima gemma di Smeraldo. E’ Genova famosissima per il valor dell’armi, per la perizia del navigare, e per l’accortezza nel negotiare: con l’armi soggiogò gran parte dell’Oriente àl suo Dominio e vinse molte volte i Pisani, mentre la loroRepublica in mare fu potentissima; riportò altre grandilfime vittorie di Re e di Principi, e i Popoli valorosissimi: con la perizia nel navigare Christoforo Colombo fu suo cittadino ritrovò l’Indie Occidentali, con stupor di tutto ‘l mondo: e con l’accortezza del negoziare tiene il vanto fra tutte l’altre Nazioni. Ha havuto molti Sommi Pontefici, e Cardinali. Tiene questa Città, oltre la Liguria, il Dominio dell’Isola di Corsica. Ritenne sempre in gran parte forma di Republica nel suo governo; se bene in diversi tempi variamente di è governata; pure finalmente ricuperasi la pristina, & assoluta Libertà, nel 1528 del corpo delle famiglie principli istituì un Consiglio maggiore di 400 Cittadini, da’ quali viene eletto il Duce, & otto Governatori, con altro nome detti Senatori, & otto Procuratori, li quali fanno un Consiglio minore, che si chiama propriamente la Signoria. Durano in magistrato il Duce, li Senatori,e li Procuratori lo fpacio di doi anni; eccetto quelli che sono stati Duci, perchè restano Procuratori in vita. Le cose criminali sono commesse ad una Ruota di Dottori forastieri, alla quale scambievolmente uno di loro è capo con titolo di Podestà per un certo tempo: ma non fa cosa alcuna, senza la sopraintendenza del Senato. Nella Città il Magistrato di San Giorgio è quasi una Repubblica minore corpo di una maggiore, havendo entrate, e Signoria particolare: Nacque da gli assegnati sopra le publiche entrate a coloro, che prestavano danari nei communi bisogni; e s’è andato avanzando in modo, che hà ricevuto in pagamento le gabelle, e parte dello Stato; l’utile si dispensa proporzionatamente a i luogatarij. E’ cosa maravigliosa per la rarità, per l’integerrimo governo di chi n’ha cura, e per essersi sempre conservato illeso il suo tesoro nelle maggiori turbulenze della Repubblica.
Le famiglie nobili di Genova sono Adorni, Assereti, Balbi, Bava, Baliani, Botti, Basadonna, Boccanera, Bartoletti, Boggiani, Biassia, Bondinari, Braccelli, Calvi, Catanei, Centurioni, Copi, Cibo, Cicala, Calandrini, Castagna, Cavalli, Catalusij, Cagnazzi, Cambiasi, Ceba, Carretti, Chiavari, Colombi, Contardi, Cogorni, Dolera, Embliachi [Embriaci] Fabra, Facij, Fallamonica, Federici, Ferrari,Fieschi, Foglietti,Franchi, Fregosi, Fornari, Garibaldi, Giustiniani, Ghirardenghi, Giustiniani già signori di Scio, Grimaldi, Gentili, Giberti, Garbarini, Goani, Grilli, Grossi, Guarchi, Gualtieri, Guaschi, Guastavini, Giudici, Imperiali, Lercari, Lomellini hora Signori dell’Isola di Tabarca, Levanti, Lasagna, Mari, Marini, Marchesi, Marobotti, Maruffi, Marocelli, Montaldi, Montebruni, Montenegri, Mortedi, Moneglia, Negri, Negroni, Negroni, Negroni, Nobili, Oria, Pallavicini, Passani, Pasqua, Petri, Pinelli, Pozzoni, Porrari, Prieri, Promontorij, Ravaschieri, Recco, Riarij, Rocca, Roccatagliati, Rovere, Salvaghi, Saoli, Spini, Spinoli, Senarega, Sivori, Soldani, Sopranis, Squarciafigo, della Torre, Valenti, Vigneri, Vignosi, Vivaldi, Usodemari, Zaccaria, Zoagni, & altri. (http://books.google.it)

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1635 ca. “Dissegno, Profilo del Molo firmato Ansaldo de Mari. Disegno di progettazione del molo nuovo da parte di Ansaldo de Mari. Il molo nuovo venne realizzato nel 1638.

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1638. Domenico Fiasella. La Madonna regina di Genova. Dipinto (olio su tela) che si trova nella chiesa di San Giorgio dei Genovesi a Palermo.

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1638 ca.   Matthaus Merien in Frankfurt aM, GENUA. Incisione originale su rame (cm. 39×21) tratta da Itinerarium Italiae Nov-antiquae di Martin Zeiller.

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1650 ca. GENOVA. Veduta di Genova, senza il molo nuovo, che appare sull’anta di un cassettone. (Museo Poldi Pezzoli di Milano).

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1650. Genova nel 1615. Riproduzione fotografica di un dipinto del 1650.

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1650 ca. Plastico del porto di Genova e sovrapposizione al profilo attuale. Si trova affisso nell’atrio della stazione della metropolitana alla Darsena.——————————————————————————————————-

1650 ca. LA CITTA’ DI GENOVA.

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1656. GENOVA. Ricostruzione di una ipotetica mappa della città di Genova nel 1656. Da Piero Barbieri, Forma Genuae, Edizioni del Municipio di Genova, 1938.

 

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1684. BOMBARDEMENT DE GENES PAR L’ARME’E DE FRANCE AUX ORDRES DE DU QUESNE EN 1684. Bouclet sculp. (in basso a sinistra). L. Audet scrips (in basso a destra).

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1684. Bombardamento della città di Genova da parte della flotta francese comandata dal Du Quesne.

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1684. J. Karel, D. van Beecq, Moise J.B. Fouard,  Veduta di Genova e della flotta di Luigi XIV nel bombardamento del 24 maggio 1684. (Oxford, Ashmoleian Museum).